I principali trattamenti contro la varroa e le acariosi

trattamento dosaggi-periodicità note modalità
presidi a base di piretroidi o  altri principi attivi sintetici

(tossici)

seguire i dosaggi del fabbricante. inverno-primavera

Se usato con modalità scorrette può indurre fenomeni di tolleranza. Richiede trattamenti ripetuti se presente la covata. Richiede assoluta assenza dei melari e il non prelievo del miele dal nido. Può contaminare tutto quello che é all'interno dell'arnia. Ricordiamo che il rotenone non é autorizzato per uso apistico ed é tossico per gli insetti pronubi.

per evaporazione del principio attivo presente su supporti o per aspersione. Uccide per contatto gli acari, ma non quelli all'interno della covata.
acido ossalico diidrato

(tossico)

soluzione acquosa zuccherata (al 50%) con  acido o. dal 4 al 10% (p.e. 100 g. ac.ossalico, 1000 g. acqua+1000 g. zucchero, oppure 35g ac. oss. +675 g acqua+675 g zucchero). Sgocciolamento nello spazio interfavo, 5cc per favo coperto d'api.

Per sublimato 2-4 gr ad arnia (dipende dalla popolosità)

inverno-primavera

Se usato con modalità scorrette può indurre fenomeni di moria delle api. Molto efficace in assenza di covata. Richiede trattamenti ripetuti se presente la covata. I trattamenti ripetuti possono nuocere alle api. Se usato correttamente non inquina il miele. E' consigliabile l'uso alternato ad altri prodotti o metodologie di controllo della v. temperatura consigliata > ai 5-8 gradi. Uccide per contatto gli acari, ma non quelli all'interno della covata.
timolo in cristalli

(irritante)

si cospargono i telaini o si posiziona su un supporto sopra i telaini 0,25gr. telaio. Si ripetono 4 trattamenti ogni 4-6 gg. primavera-estate-autunno temperatura consigliata 10-25 gradi  Richiede trattamenti ripetuti se presente la covata. Se usato correttamente non inquina il miele. Può lasciare odore al miele. E' consigliabile l'uso alternato ad altri prodotti o metodologie di controllo della v.

Evaporazione. Puo' colpire anche le varroe nelle celle opercolate, ma l'effetto maggiore si evidenzia sulle v. in fase foretica

Per sommi nistrazione  con olio e alcol vedi http://www.aaab.it/alpa_1_01.htm

acido formico (in commercio soluzione al 85%)

(tossico-irritante)

soluzione acquosa al 80% da sotto o 60% da sopra. 3cc per telaio, imbevendo un supporto. Si ripetono 4 trattamenti ogni 4-6 gg. primavera-estate-autunno temperatura consigliata 10-25 gradi  Richiede trattamenti ripetuti se presente la covata. Se usato correttamente non inquina il miele. E' consigliabile l'uso alternato ad altri prodotti o metodologie di controllo della v.

Il principio attivo và cosparso su di un supporto tipo spugnetta di  cm 15x15 sopra i telai o nel cassettino antivarroa. Per evaporazione colpisce anche le varroe nelle celle opercolate

per dosaggi vedi http://www.aaab.it/alpa_1_01.htm

acido lattico

(tossico)

soluzione acquosa al 15%  spruzzata sulle api  5cc per telaio. Si ripetono  trattamenti ogni 4-6 gg. se presente covata

 autunno

 Richiede trattamenti ripetuti se presente la covata. Se usato correttamente non inquina il miele. E' consigliabile l'uso alternato ad altri prodotti o metodologie di controllo della v. temperatura consigliata > ai 5-8 gradi. Uccide per contatto gli acari, ma non quelli all'interno della covata.Le api non devono diventare nere
acido

citrico (irritante)

soluzione acquosa zuccherata (al 50%) con  acido c. dal 1,5 al 4% (p.e. 30 g. ac.citrico, 1000 g. acqua+1000 g. zucchero. Sgocciolamento nello spazio interfavo, 5cc per favo coperto d'api.

Questo sciroppo può anche essere fornito come nutrimento .

 

inverno-primavera

 Richiede trattamenti ripetuti se presente la covata. Se usato correttamente non inquina il miele. E' consigliabile l'uso alternato ad altri prodotti o metodologie di controllo della v

 

Attenzione il metodo é in fase di sperimentazione.

L'efficacia é risultata inferiore all'acido ossalico e sensibile al grado di umidità esterna, con risultati alternanti e  discontinui.

se gocciolato si consiglia temperatura> ai 5-8 gradi, uccide per contatto gli acari, ma non quelli all'interno della covata.
METODI MANIPOLATIVI 

telaio trappola, TIT3 Campero 

metodo Rolle

 

 

sottrazione della covata maschile entro 15 giorni dall'opercolazione e comunque prima dello sfarfallamento.

Primavera

Isolamento della regina e successiva sottrazione della covata opercolata 

primavera

Richiede manipolazione ripetute . Se usato correttamente ha ottimi risultati. Non inquina ed é veramente biologico. E' consigliabile l'uso alternato ad altri prodotti o metodologie di controllo della v.

Il metodo Rolle richiede la separazione fisica della covata opercolata e disopercolata per attirare le varroe su questa covata. Viene, in seguito alla sua opercolatura che ha attirato tutte le varroe, distrutta , insieme alle varroe presenti. Se usato correttamente ha ottimi risultati. Non inquina ed é veramente biologico. Vi sono difficoltà operative non indifferenti, oltre al materiale necessario, in quanto bisogna trovare telai con sola covata opercolata o solo non opercolata.

Si basa sul principio di preferenza delle varroe, per la covata maschile.Purtroppo lo stimolo alla costruzione di favi a covata maschile si ha solo in primavera.

Il Rolle si basa sull'obbligo delle varroe di riprodursi sulla covata in fase di opercolatura. Questo metodo richiede una tempistica accurata, la possibilità fisica di separare nell'arnia, con escludi regina verticale, la covata opercolata e non, di disporre di 2 arnie per ogn'una trattata. Inoltre é poco adatto ai climi con fioriture precoci, poiché l'intero ciclo di lotta richiede , circa, 2 cicli di covata, ciò comporta la perdita del raccolto.

FGMO

(Dr. Rodriguez)

vengono cosparsi il sottotetto e la parte superiore dei telaini con 2 cc.( per telaio) di olio di vasellina uso alimentare. Il trattamento và ripetuto 4 volte in presenza di covata. primavera-autunno Richiede manipolazione ripetute . Se usato correttamente ha buoni risultati e non inquina il miele.  E' consigliabile l'uso alternato ad altri prodotti o metodologie di controllo della v. Evitare il gocciolamento dell'olio tra gli spazi interfavo e sulle api soffocamento delle varroe.  Uccide per contatto gli acari, ma non quelli all'interno della covata. Vi sono altri metodi di somministrazione.
blocco della covata isolamento della regina, telaio Buozzi, sciami artificiali nudi

estate-autunno

piu' che un vero metodo antivarroa, permette di effettuare i trattamenti su famiglie senza covata e con tutte le varroe in fase foretica, aumentando l'efficacia. Sospende la riproduzione della varroa, mancando la covata delle api. isolamento o sottrazione temporanea della regina
Altalin estate-autunno estratto vegetale liquido.

La redazione sta effettuando alcuni test che verranno riportati nella rubrica "Apicoltura AAAB ha provato per voi"

per evaporazione su supporto
metodo termico sempre in presenza di covata primavera-estate-autunno il principio tende ad uccidere le varroe opercolate nelle celle di covata. Infatti le varroe non sopportano temperature superiori a 40 gradi . Si colpiscono solo le varroe opercolete, un trattamento contemporaneo deve colpire le varroe in fase foretica. La temperatura deve essere controllabile molto bene, per evitare danni. i telai con covata opercolata vengono posti, senza api, in appositi forni a  temperatura controllata (circa 42 gradi) per circa 2 ore, tempo necessario perché la temperatura si diffonda omogeneamente 
oli essenziali estate-autunno Vi sono varie forme di somministrazione e dosaggi, nonché diversi tipi di oli utilizzati (timo, menta, lavanda, etc...). Rimandiamo a letture specializzate Per evaporazione, contatto, ingestione
 Spazio Mussi  sempre  Questo metodo di autodifesa dell'ape dalla varroa si basa sul principio che una sufficiente distanza dei favi tra loro, permetterebbe alle api di scrollarsi di dosso le varroe che, cadendo attraverso il fondo a rete, vengono espulse.Pare che questo maggior spazio faciliti il "grooming", cioé il reciproco pulirsi e spulciarsi tra ape e ape. E' anche palese che un maggior spazio tra i favi rende più calme le api e facilita l'estrazione dei telai. La distanza tra la mezzaria del favo e la mezzaria del favo seguente deve essere tra 41 e 46 mm. Tenendo conto che la larghezza standard dei telaini é 25 mm , lo spazio interfavo deve essere tra 16 e 21 mm. Le attuali reggette da nido sono predisposte per 10 favi con una distanza interfavo di 9-10 mm, le reggette predisposte per lo spazio Mussi contengono solo 8-9 telai da nido
sali cuprici, gluconato e lattato 0.5 gr. per litro di sciroppo

primavera    o autunno

Attenzione il metodo é in fase di sperimentazione. Può inquinare il miele. Può provocare moria di api. ingestione di sciroppo addizionato con sali cuprici varia il tenore di rame nell'emolinfa delle api uccidendo le varroe
fogli cerei a celletta da 4,9 mm. montati sul telaino con fondo in direzione Y. Distanza interfavo da 32 mm.

sostituzione di tutti i favi con fogli cerei aventi diametro cellette di 4,9 mm montati con fondo celletta a Y, tutti nello stesso senso (o favi/telai di plastica)

primavera   

Attenzione il metodo é in fase di sperimentazione.

Si rilevano difficoltà nella costruzione dei favi con diametro di 4,9 mm. le api cercano di deformarli. Solo api nate da favi di diam. 4,9 mm.  costruiscono favi da 4,9 mm.

hanno costatato che le cellette di api selvatiche hanno un diametro di 4,9 mm. , mentre i nostri fogli cerei superano i 5,1. Supponendo che le varroe hanno preferenza per la covata da maschio che ha diametro di celletta maggiore, hanno ritenuto che cellette + piccole dovrebbero dissuadere le varroe. Distanze interfavo minori dovrebbero aumentare le temperature interne dell'arnia e favorire una schiusa precoce delle api, riducendo i tempi disponibili alla riproduzione delle varroe