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L'INVERSIONE DEL
SACCAROSIO
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Parlando del fruttosio, vi ho raccontato come questo
zucchero semplice (monosaccaride) legato ad una molecola di
glucosio (altro monosaccaride) formi il saccarosio che tutti noi
conosciamo e usiamo. Il saccarosio una volta raggiunto lo stomaco
e poi l’intestino viene scomposto (il termine tecnico è
idrolizzato) nei due zuccheri semplici. È possibile
sfruttare questa reazione per produrre quello che viene comunemente
chiamato zucchero invertito, cioè saccarosio parzialmente o
totalmente trasformato in glucosio e fruttosio. A livello
industriale viene utilizzato un enzima, chiamato invertasi,
che catalizza la reazione e produce uno sciroppo che contiene una
eguale quantità di glucosio e fruttosio e che può contenere, a
seconda del tipo di prodotto, anche del saccarosio non
trasformato.
Il termine “invertito” si riferisce al diverso comportamento che
la luce polarizzata mostra quando viene fatta passare attraverso una
soluzione di saccarosio oppure di zucchero invertito.
La scomposizione del saccarosio in glucosio e fruttosio può
avvenire anche in presenza di un acido, e questo era il metodo che
veniva utilizzato una volta a livello casalingo (e industriale) per
produrlo: trattare una soluzione di saccarosio con degli acidi quali
l’acido solforico o il cloridrico avendo cura di scaldare, con
cautela, la miscela per un certo periodo. L’acido non viene
consumato durante la reazione, e quindi si doveva aver cura di
neutralizzarlo, alla fine della reazione, con della soda, del
bicarbonato di sodio o altre sostanze alcaline, lasciando
inevitabilmente un residuo salino. A livello industriale questi
residui venivano eliminati ma non è facile farlo in casa.
Se avete bisogno dello zucchero invertito potete acquistare lo
sciroppo già preparato. Non è facilissimo trovarlo ma neanche
impossibile. A volte in qualche supermercato ho trovato il
Golden Syrup. È semplice zucchero invertito a cui hanno
lasciato un po’ di melassa bruna derivante dalla raffinazione dello
zucchero di canna. È per questo che ha un colore ambrato e viene da
alcuni usato come sostituto del miele. La composizione specifica
dipende da quanto a lungo hanno idrolizzato lo zucchero. Una tipica
composizione del Golden Syrup è 27% saccarosio, 23% glucosio, 23%
fruttosio, 18% acqua e il resto residui insolubili vari. Se
invece siete degli appassionati di arcaiche procedure
chimico-culinarie, ed in un eccesso di masochismo volete a tutti i
costi produrvi il vostro zucchero invertito , potete
usare degli acidi meno pericolosi, come l’acido citrico o l’acido
tartarico. NON pensateci nemmeno ad usare l’acido
muriatico in vendita al supermercato!
Sappiate che la reazione di idrolisi è tanto più veloce
quanto più è basso il pH (quindi la soluzione deve essere molto
acida) e tanto più è alta la temperatura. Il tipo di acido è
praticamente ininfluente, conta solo il pH della soluzione

Il grafico qua sopra mostra il tempo necessario per trasformare
metà di una data quantità di zucchero ad un certo
pH (specificato dall’acido utilizzato e dalla diluizione acquosa.
Tanto per darvi un’idea, il succo di limone ha un pH tra 2 e 3).
Supponiamo di partire da 1000 grammi di zucchero e di aver
aggiunto acqua e acido citrico in modo tale da essere a pH 3. Il
grafico mostra che a 80 °C servono quasi un paio di ore per
trasformare i primi 500 grammi di zucchero in glucosio e fruttosio.
E i restanti 500 grammi? Se pensate che vi basti aspettare altre due
ore vi sbagliate Senza entrare nel perché chimico-fisico,
sappiate che di quei restanti 500 grammi, la metà, e cioè 250
grammi, verranno trasformati nelle due ore aggiuntive. La metà della
metà, quindi 125 grammi, aspettando altre due ore e così via. Potete
vederla come la versione “chimica” della storia di Achille e la
tartaruga
Per questo motivo a livello casalingo non è facile riuscire a
produrre dello zucchero totalmente invertito. Ad esempio a pH 2 e a
80 °C servono 97 ore per arrivare ad una purezza del 99.99%.
Tuttavia, se vi accontentate di superare il 90% basta una
mezz’oretta.
Il grafico mostra come la reazione di inversione proceda anche a
temperatura ambiente, anche se più lentamente. Questo significa che
preparazioni dolci e acide, come marmellate, confetture o succhi di
frutta, subiscono una lenta trasformazione anche lasciate a se
stesse. L’effetto più immediato è che la dolcezza cambia un poco,
poiché il saccarosio si è trasformato parzialmente in zucchero
invertito, più dolce a basse temperature ma soprattutto con un
profilo gustativo diverso.
Lo zucchero invertito in cucina
Un’altra proprietà utile in pasticceria è quella di evitare o
ritardare la cristallizzazione. È per questo motivo che si usa per
preparare glasse e coperture. A volte si aggiunge un po’ di acido
(ad esempio il cremor di tartaro, il nome comune per
l’idrogeno tartrato di potassio) ad uno sciroppo per invertirlo
parzialmente, in modo tale da impedire la formazione di cristalli
volendo preparare, ad esempio, delle caramelle.
Da ultimo, ricordatevi che il miele ha “quasi” la stessa
composizione in zuccheri dello zucchero invertito al 100% poiché è
quasi privo di saccarosio, mentre il fruttosio è solitamente
presente in percentuali un poco maggiori rispetto al glucosio. Se
proprio avete bisogno dello zucchero invertito e non riuscite a
trovarlo potete usare del miele poco aromatico, eventualmente
diluito in acqua.
Il fruttosio puro cristallino fonde a 102-104 °C (il saccarosio
fonde a 188 °C)
Dario Bressanini
Postato in Zuccheri il 19 Novembre,
2008
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