DISCIPLINARE DELL'ALBO
NAZIONALE DEGLI ESPERTI IN ANALISI SENSORIALE DEL MIELE (Istituito con D.M. n. 21547 deI 28 maggio
1999) ------------ ------------------------------------------------------------------------ DISCIPLINARE
DELL'ALBO NAZIONALE DEGLI ESPERTI IN
MELISSOPALINOLOGIA --------- (Allegato 1) Norme tecniche
dell'albo nazionale degli esperti in melissopanilogia
Art. 1 1. A norma dell'art.14 del
Disciplinare dell'Albo Nazionale Allevatori Api Regine, l'Istituto
Nazionale di Apicoltura istituisce l'Albo Nazionale degli Esperti in
Analisi Sensoriale del Miele, regolato dal presente
Disciplinare.
CAPITOLO I ORGANIZZAZIONE
DELL'ALBO
Art. 2 1. L'Albo Nazionale degli Esperti in
Analisi Sensoriale del Miele rappresenta lo strumento per assicurare
la validit… delle valutazioni qualitative e dei pareri sull'origine
botanica del miele emessi attraverso l'analisi sensoriale. L'Albo
garantisce una base professionale adeguata e uniforme degli iscritti
e la loro qualificazione a far parte dei gruppi di
assaggio.
Art. 3 1. Allo svolgimento e al
coordinamento delle attivit… dell'Albo si provvede con: a) il
Comitato di Gestione, b) l'Ufficio Centrale.
Art.
4 1. Il Comitato di Gestione svolge i seguenti compiti: a)
definisce gli indirizzi, determind i criteri e proporre iniziative
per:
- 1) messa a punto e armonizzazione di Norme
Tecniche e di metodi per l'esecuzione dell'analisi
sensoriale;
- 2) attivit… di formazione attraverso
l'organizzazione di specifici corsi;
- 3) attivita di aggiornamento per gli iscritti
all'Albo, attraverso la promozione e l'organizzazione di incontri,
corsi, seminari, stages, convegni, etc.;
b) definisce le niodalita di ammissione all'Albo e i
criteri per il mantenimento dell'iscrizione; c) delibera
l'ammissione all'Albo; d) delibera i provvedimenti disciplinari e
la sospensione dell'iscrizione all'Albo; e) propone eventuali
modifiche al presente Disciplinare e alle Norme Tecniche.
2.
Del Comitato di Gestione fanno parte:
- - un funzionario tecnico del Ministero per le
Politiche Agricole, dallo stesso nominato, incaricato di vigilare,
con carattere di continuit…, sugli adempimenti previsti dal
presente Disciplinare;
- il Presidente dell'Istituto Nazionale di
Apicoltura o un suo delegato;
- 4 tecnici qualificati, esperti in analisi del
miele e/o in analisi sensoriale, nominati dal Ministero per le
Politiche Agricole, scelti fra una rosa di nominativi proposti
dall'istituto Nazionale di Apicoltura;
- un rappresentante dell'istituto Sperimentale
di Zoologia Agraria, nominato dal Ministero per le Politiche
Agricole;
- 2 rappresentanti degli iscritti all'Albo
nominati dall'istituto Nazionale di Apicoltura.
3. Il Comitato nomina nel suo seno un
Presidente e un Vice Presidente. 4. Le funzioni di Segretario
sono svolte dal direttore dell'Istituto Nazionale di Apicoltura o da
un suo delegato. 5. Di ogni adunanza Š redatto un apposto verbale
che verr… firmato dal Presidente e dal Segretario. 6. Il Comitato
Š da considerarsi validamente costituito qualora siano state
espresse le designazioni di almeno met… dei suoi componenti. 7.
Le riunioni del Comitato sono valide con la presenza di almeno la
met… dei suoi componenti e alle riunioni del Comitato possono essere
invitati di volta in volta a partecipare, a titolo consultivo,
esperti del settore, scelti dal Presidente, in relazione agli
argomenti all'ordine del giorno. 8. Le deliberazioni sono prese a
maggioranza assoluta dei voti dei presenti. In caso di parit…,
prevale il voto del Presidente. 9. Il Comitato dura in carica tre
anni e i suoi componenti possono essere confermati. 1O. In
assenza del Presidente assume la presidenza il vice Presidente. la
convocazione della prima seduta del Comitato neonominato Š fatta dal
Presidente dell'istituto Nazionale di Apicoltura. 11. La
convocazione del Comitato Š fatta almeno quindici giorni prima della
data della riunione.
Art. 5 1. L'Ufficio Centrale Š
l'insieme organizzato di personale, strutture ed attrezzature che
provvede a:
- a) espletare i compiti relativi al
funzionamento dell'Albo;
- b) istruire le domande dei
richiedenti;
- c) mantenere documentazione aggiornata delle
attivit… professionali degli iscritti al fine della verifica
dell'operato;
- d) valutare le iniziative finalizzate alla
formazione e all'aggiornamento degli esperti in analisi sensoriale
del miele, sulla base degli indirizzi dettati dal Comitato di
Gestione e della documentazione presentata, al fine di accertarne
la validit….
2. Specifici
incarichi di carattere tecnico possono essere delegati ad esperti
nominati dall'Ufficio Centrale. 3. Responsabile dell'attivit…
dell'Ufficio Centrale, dell'applicazione del presente Disciplinare,
delle Norme Tecniche e dell'attuazione delle delibere del Comitato
di Gestione e il Direttore dell'istituto Nazionale di
Apicoltura.
CAPITOLO II AMMISSIONE ALL'ALBO E OBBLIGHI
DEGLI ISCRITTI
Art. 6 1. L'adesione all'Albo Nazionale
degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele Š volontaria. Possono
essere ammessi all'Albo le persone che:
- a) abbiano frequentato i corsi di formazione
definiti nelle Norme Tecniche ed abbiano per questo acquisito
conoscenza tecnica del miele ed esperienza pratica nella
valutazione delle caratteristiche organolettiche del
miele;
- b) abbiano superato le specifiche prove di
ammissione definite nelle Norme Tecniche (allegato 1).
2. La domanda di ammissione all'Albo
deve essere presentata in duplice copia all'ufficio Centrale
conformemente al modello allegato al presente Disciplinare (allegato
2). 3. La domanda deve essere corredata da una dichiarazione
rilasciata dall'Ufficio Centrale, relativa al superamento delle
prove di ammissione di cui al precedente punto b). Art.
7 1. Gli esperti in analisi sensoriale del miele risultano
iscritti con il loro nome, cognome, data e luogo di nascita,
indirizzo, recapito telefonico, anno d'iscrizione all'Albo,
eventuale settore di specializzazione. 2. Agli iscritti viene
rilasciato un tesserino e un distintivo, recante il simbolo
dell'Albo, da esibire in occasione di ogni degustazione ufficiale.
La facolt… di fregiarsi del distintivo Š riservata esclusivamente
agli iscritti. E' fatto divieto agli iscritti di usare il titolo
assegnato a scopo di pubblicit… professionale o commerciale. 3.
Gli esperti in analisi sensoriale del miele iscritti all'Albo sono
tenuti ad osservare il codice di comportamento e le Norme Tecniche
allegate al presente Disciplinare, nonch‚ ogni eventuale ulteriore
disposizione del Comitato di Gestione. 4. Il mantenimento
dell'iscrizione Š subordinato allo svolgimento di attivit…
nell'ambito della degustazione professionale di miele, secondo i
criteri stabiliti dal Comitato di Gestione. Art. 8 1.
La qualifica di esperto in analisi sensoriale del miele iscritto
all'Albo si perde per dimissioni o sospensione. 2. In caso di
violazione della deontologia professionale (indegnit…, manifesta
indifferenza nei riguardi del proprio ruolo di degustatore,
trascuratezza nell'adempimento dei doveri professionali, violazione
delle norme indicate nelle Norme Tecniche allegate, o qualunque
altra azione che leda la dignit… e il prestigio del singolo o della
categoria) l'iscritto sar… sottoposto a giudizio disciplinare da
parte del Comitato di Gestione che stabilir… i provvedimenti da
applicare (ammonizione o sospensione).
CAPITOLO
III FINANZIAMENTO DELL'ALBO - DISPOSIZIONI GENERALI Art.
9 1. Al finanziamento dell'Albo si provvede con:
- a) contributi statali in applicazione dileggi
in materia di valorizzazione delle produzio ni agricole e
zootecniche secondo le determinazioni del Ministero per le
Politiche Agricole;
- b) contributi in applicazione di leggi di
carattere regionale in materia di valorizzazione delle produzioni
agricole e zootecnicbe;
- c) contributi delle associazioni apistiche a
carattere nazionale;
- d) quote di iscrizione;
- e) eventuali altri proventi
Art. 10 1. Le modifiche
al presente Disciplinare e alle Norme Tecniche, d'iniziativa del
Ministero per le Politiche agricole o proposte dall'istituto
Nazionale di Apicoltura o dal Comitato di Gestione, entrano in
vigore dalla data del relativo decreto di
approvazione. CAPITOLO IV NORME TRANSITORIE
Art.
11 1. In sede di prima applicazione possono chiedere
l'iscrizione all'Albo coloro che hanno gi… superato gli esami di
ammissione all'Albo provvisorio degli Esperti in Analisi Sensoriale
del Miele precedentemente all'entrata in vigore del presente
Disciplinare e che risultano iscritti nel relativo elenco tenuto
dall'istituto Nazionale di Apicoltura. 2. L'accettazione delle
richieste Š subordinato al parere favorevole espresso dal Comitato
di Gestione che pu• effettuare verifiche di idoneit…. VISTO:
SI APPROVA IL DIRETTORE
GENERALE ----------------------
(Allegato 1) NORME TECNICHE DELL'ALBO NAZIONALE DEGLI ESPERTI IN
ANALISI SENSORIALE DEL MIELE
Art. 1 Metodologia
dell'analisi sensoriale applicata al miele 1.1 Definizione e
campo di applicazione 1. L'analisi sensoriale consiste nella
valutazione delle caratteristiche di un prodotto attraverso i sensi
dell'uomo. Questo tipo di analisi permette di acquisire informazioni
complementari a quelle fornite dalle analisi fisico-chimiche e
microscopiche ed Š l'unico tipo di analisi che possa fornire dati
sulla accettabilit… e gradevolezza di un alimento. 2. Si applica
per una valutazione qualitativa e/o dell'origine botanica dei
mieli. 3. La definizione di metodiche comuni ha lo scopo di
ridurre le variabili che possono influenzare il giudizio. Questo
metodo va quindi applicato ogni volta che sia richiesto il massimo
della riproducibilit… dell'analisi ed in particolare in sede di
controllo, nei concorsi e nell'attribuzione di marchi di qualit…;
viene per questo utilizzato anche nei corsi di formazione e nelle
iniziative promozionali.
1.2 Ambiente 1. L'ambiente
in cui viene svolta l'analisi sensoriale deve essere tale da non
influenzare il lavoro dell'analista, sia dal punto di vista fisico
che psicologico. 2. il locale deve essere:
- sufficientemente insonorizzato e
ampio;
- senza odori estranei;
- con temperatura compresa tra 20-22ř C;
- con igrometria prossima al 60% di
U.R.;
- correttamente illuminato (luce diurna o
illuminazione con lampade a temperatura di colore vicina a 6.500
K);
- con pareti di colore chiaro e neutro;
- con attrezzature appropriate (tavoli e
sedie).
3. Oltre ai tecnici
che partecipano alla degustazione, non debhono essere presenti altre
persone che possano, con la loro presenza, distrarre od influenzare
l'analisi.
1.3 Degustatori 1. Debbono essere
persone sufficientemente competenti nel settore del miele, e
conoscere le metodologie di analisi sensoriale ed essere in grado di
applicarsi intellettualmente; l'iscrizione all'Albo degli Esperti in
Analisi Sensoriale del Miele assicura la rispondenza a queste
indicazioni. 2. Debbono osservare il codice di comportamento
sotto riportato. Regole generali: 1) Cercare di
applicare, ogni volta che sia possibile, metodi che utilizzino pi—
assaggiatori. 2) Operare in situazioni in cui le condizioni di
lavoro diano sufficienti garanzie di obiettivit…; in altre parole,
utilizzare nella maniera pi— rigorosa possibile il metodo indicato
nelle presenti Norme Tecniche. 3) Astenersi dal giudicare
campioni sui quali possano pesare influenze esterne. 4) Limitare
l'analisi sensoriale in funzione delle proprie effettive capacit… e
competenze. 5) Astenersi dall'analisi sensoriale quando non si Š
in condizioni fisiche o psichiche ottimali. 6) Mantenere un
atteggiamento di responsahilit… nei confronti del compito che si sta
svolgendo. 7) Assicurarsi, nel limite del possibile, che i
giudizi espressi vengano utilizzati correttamente e nei limiti di
attendibilit… propri di questo tipo di analisi.
Prima
dell'assaggio: 1) Non consumare pasti subito prima
dell'assaggio. 2) Non fumare nella mezz'ora che precede
l'assaggio. 3) Non consumare caffŠ, tŠ, bevande alcoliche o
aromatiche, dolci o altri alimenti con gusto forte e non usare
dentifrici e collutori fortemente aromatizzati e medicati nei 30
minuti che precedono l'assaggio. 4) Non usare profumi, dopo
barba, cosmetici o saponi fortemente profumati nei giorni in cui si
esegue una seduta di degustazione.
Durante la seduta di
degustazione: 1) Non assaggiare pi— di una ventina di
campioni nella stessa seduta. 2) Lavorare singolarmente, non
parlare con i colleghi e non fare commenti ad alta voce. 3)
Tenere un atteggiamento che non perturbi la concentrazione propria e
dei colleghi. 4) Leggere attentamente le istruzioni o ascoltare
le istruzioni dell'animatore della riunione per capire a fondo il
compito da svolgere. Non esitare a porre domande per chiarire i
punti oscuri. 5) Non cercare di indovinare la "risposta giusta",
ma sforzarsi di analizzare le sensazioni percepite. 6) Cercare di
eliminare i pregiudizi e analizzare solo le sensazioni.
1.4
Materiali e metodi 1. Il primo esame deve essere fatto sul
barattolo integro, per meglio valutare gli aspetti visivi, in
particolare la pulizia e lo stato fisico. 2. L'analisi sensoriale
vera e propria viene condotta su 30-40 grammi di miele travasati in
un bicchiere a palloncino di 160 cm3 di capacit…. Per
l'assaggio ci si serve di una spatola in plastica neutra, rigida,
sufficientemente lunga e della capacit… di un normale cucchiaino da
caffŠ (circa 2 ml ). 3. Il miele deve essere ad una temperatura
di 20-22ř C. 4. Tra un assaggio e l'altro il degustatore provvede
a "riposare la bocca" mangiando un pezzetto di mela succosa e
leggermente acidula, ma non troppo aspra e/o bevendo acqua. 5.
L'analisi sensoriale comporta tre fasi successive: visiva, olfattiva
e gustativa. Si osserva il miele nella confezione originale (per
valutare soprattutto lo stato di pulizia e gli eventuali difetti di
cristallizzazione), quindi nel bicchiere. Si odora poi il miele,
dopo averlo distribuito sulle pareti del bicchiere per aumentare
l'esalazione degli odori. Si prelevano quindi 1 o 2 grammi di miele
che vengono portati alla bocca, insalivati, disciolti e lentamente
deglutiti in modo da percepirne il gusto, l'aroma e gli eventuali
retrogusti. La valutazione della struttura cristallina pu• essere
fatta sullo stesso prelievo o su uno successivo, schiacciando il
prodotto tra lingua e palato, percependo cosŤ coesione, dimensioni e
forma dei cristalli. 6. Qualora non sia possibile rendere anonima
la confezione originale (per esempio in sede di controllo) l'analisi
sensoriale viene effettuata soltanto sul miele posto nel bicchiere,
solo una volta formulato il giudizio riguardo alle qualit…
olfattive, gustative e di rispondenza o meno al tipo, gli
assaggiatori potranno completare la valutazione sugli aspetti visivi
(aspetto, consistenza, pulizia) esaminando il vaso originale. 7.
A seconda della finalit… dell'analisi, il giudizio pu• essere
espresso attraverso la compilazione di schede descrittive o
attraverso schede a punti o pi— semplicemente mediante
l'attribuzione del prodotto a categorie predefinite (per esempio
rispondente/non rispondente).
Art. 2 Formazione e
modalit… di iscrizione all'albo 1. La formazione degli
esperti in analisi sensoriale del miele si articola in due corsi,
separati da un periodo di almeno 6 mesi in cui l'allievo
assaggiatore si esercita autonomamente (Corso di introduzione e di
perfezionamento). Agli esperti gi… formati sono invece riservate
iniziative di aggiornamento. Le attivit… sopra indicate sono
organizzate dall'ufficio Centrale dell'Albo o da enti diversi; in
quest'ultimo caso Š compito dell'Ufficio Centrale valutare ed
eventualmente riconoscere l'idoneit… delle iniziative organizzate al
fine della formazione e dell'aggiornamento degli
iscritti.
2.1 Corsi di introduzione all'analisi sensoriale
del miele: indirizzati prevalentemente a coloro che vogliano
acquisire uno strumento di giudizio e di analisi del miele e
migliorare le conoscenze relative alle tecniche di
produzione.
1. Un corso di introduzione all'analisi
sensoriale del miele deve: - avere durata minima di 24 ore;
prevedere nel programma lezioni teoriche su composizione,
caratteristiche, tecnologia, legislazione, tecnica di degustazione
del miele; - prevedere nel programma le seguenti prove
pratiche: - prova dei 4 sapori (3.1); - prova olfattiva su
odori conosciuti (3.2); - prova di memorizzazione degli odori di
mieli uniflorali (3.3); - prova di memorizzazione delle
caratteristiche olfattive e gustative dei principali mieli
uniflorali (3.4); - prova di memorizzazione di alcuni difetti
comuni nel miele (3.5); - prova di riconoscimento olfattivo di
mieli uniflorali (3.6); - prove di riconoscimento olfattivo e
gustativo di mieli uniflorali (3.7); - prova di riconoscimento di
mieli uniflorali in miscela (3.8); - prove discriminative
(3.9); - prove sulle scale di valutazione (3.10); - prova
edonistica (3.1 1)
2. Il corso di introduzione non prevede
esami per la verifica del profitto; al termine del corso viene
rilasciato un attestato di frequenza ai corsisti che hanno assistito
ad almeno 3/4 della formazione prevista.
2.2 Corsi di
perfezionamento in analisi sensoriale del miele validi per
l'ammissione all'albo: vi si pu• accedere solo dopo frequenza ad
un corso di introduzione, seguito almeno 6 mesi prima. Vengono
perfezionate le nozioni fornite al corso di primo livello e sono
finalizzati alla preparazione e selezione di assaggiatori esperti
che possano operare nei diversi campi applicativi dell'analisi
sensoriale.
1. Un corso di perfezionamento in analisi
sensoriale del miele deve: - consentire l'ammissione solo a
persone che abbiano frequentato un corso di introduzione; - avere
durata minima di 24 ore - prevedere nel programma non meno
di:
- due prove di riconoscimento olfattivo dŤ
mieli uniflorali (su 8 campioni) (3.6);
- due prove di riconoscimento olfattivo e
gustativo di mieli uniflorali (su 12 campioni) (3.7);
- due prove di riconoscimento di mieli
uniflorali in miscela (su 5 campioni) (3.8);
- dieci prove discriminative (3.9);
- quattro prove sulle scale di valutazione
(3.10).
2. Ad ogni prova
viene rilevato il profitto di ogni corsista. Al termine del corso
viene rilasciato un attestato di frequenza ai corsisti che hanno
seguito almeno 1/4 della formazione prevista. Quelli che hanno
superato un certo livello di profitto, stabilito dal Comitato di
Gestione, possono, previo accertamento della loro preparazione anche
tecnica sul prodotto attraverso un questionario o un colloquio,
accedere all'iscrizione all'Albo.
2.3 Iniziative di
aggiornamento: destinate agli assaggiatori gi… iscritti,
principalmente con la finalit… di aggiornarne le conoscenze. La
partecipazione a queste iniziative pu• far parte delle attivit…
professionali utili al mantenimento della condizione di
iscritto.
Art. 3 Prove pratiche di
addestramento 3. 1. Prova dei 4 sapori 1. Viene
utilizzata generalmente in analisi sensoriale per la selezione dei
degustatori sulla base della loro sensibilit… gustativa. Nel corso
di introduzione questa prova non d… adito ad alcuna selezione, ma
viene piuttosto proposta ai corsisti come test per familiarizzare
con i propri sensi, utilizzando sensazioni per le quali non
dovrebbero esserci problemi di vocabolario e che tutti
presumibilmente conoscono.
2. La prova consiste nel
presentare alcune soluzioni contenenti piccole quantit… di sostanze
dotate di sapore dolce (saccarosio), salato (cloruro di sodio),
acido (acido tartarico o citrico) e amaro (chinino cloridrato o
caffeina). Le soluzioni vengono presentate in maniera anonima e
alternate a acqua oligominerale con contenuto totale di ceneri
inferiore a 100 mg/l (la stessa utilizzata per la preparazione delle
soluzioni), I soggetti devono assaggiare le soluzioni e annotare su
una scheda di lavoro individuale la loro valutazione (acqua pura o
uno dei sapori e quale).
3. La prova Š preceduta da una serie
di soluzioni di riferimento (acqua pura e soluzioni delle diverse
sostanze a concentrazioni sicuramente percepibili) ed Š seguita
dalla comunicazione dell'identit… delle soluzioni provate e da un
breve discussione sui risultati.
3.2 Prova olfattiva su
odori conosciuti 1. Anche questa prova viene proposta
soprattutto per permettere ai corsisti di familiarizzare coi
meccanismi dell'analisi sensoriale.
2. In particolare, questa
prova porta gli allievi a cimentarsi nel riconoscimento di una
percezione olfattiva, che si suppone gi… familiare, senza l'aiuto
del contesto in cui questo riconoscimento viene fatto abitualmente.
Inoltre si stimola la creativit… verbale chiedendo loro di
descrivere gli odori per i quali non riescono a trovare una
corrispondenza esatta. La prova serve anche per illustrare alcuni
riferimenti, presentando esempi di odori che rientrano in alcune
delle grandi categorie comuni anche nel miele (floreale, fruttato,
speziato, agrumato, ecc.).
3. Gli odori, costituiti da
sostanze chimiche pure, estratti naturali o sintetici, sono
presentati su un supporto neutro in vasi di vetro scuro. I corsisti
devono indicare su una scheda individuale il prodotto al quale si
riferiscono e, in mancanza di un'identificazione precisa, una
descrizione per similitudine o categoria.
4. Si procede alla
comunicazione dell'identit… delle sostanze e alla discussione dei
risultati ogni 4-6 prove.
3.3 Prova di memorizzazione
degli odori di mieli uniflorali 1. Alcuni mieli uniflorali,
tra quelli piu importanti e dotati di odori pi— caratteristici,
vengono presentati allo stato liquido, a temperatura compresa tra 25
e 30ř C, in bicchieri scuri, In alternativa i campioni di miele
possono essere diluiti con acqua inodore; la quantit… d'acqua non
deve superare il 50% della quantit… di miele impiegato. 2. I
campioni sono fiutati ma non possono essere assaggiati. Per ognuno
si procede ad una descrizione libera da parte dei partecipanti
dell'intensit… percepita e della qualit…, attraverso similitudini e
aggettivazioni che ogni partecipante annota su un proprio
quaderno. 3. L'animatore annota su un foglio di lavoro comune una
descrizione che trovi il consenso della maggior parte dei
partecipanti. Solo dopo che la descrizione ha una forma pressoch‚
completa si comunica l'origine botanica del miele e si completano le
annotazioni con eventuali altre aggettivazioni usuali per la
categoria di miele in esame.
3.4 Prova di memorizzazione
delle caratteristiche olfattive e gustative dei principali mieli
uniflorali
1. Viene presentato un campione per ognuno dei
principali mieli uniflorali (normalmente se ne presentano 18), in
bicchiere a pallone, nello stato fisico in cui si ritrovano
naturalmente.
2. I campioni vengono valutati, prestando
particolare attenzione alle caratteristiche olfattive e gustative in
quanto pi— tipiche per ogni tipo di miele e pi— difficilmente
memorizzabili. Si procede come per la prova di memorizzazione
olfattiva, fornendo anche alcune informazioni sulle caratteristiche
produttive dei mieli presentati.
3. Al termine della serie
dei 18 mieli si presentano in genere anche alcuni altri mieli
uniflorali caratteristici, ma prodotti in maniera piu occasionale.
Secondo la disponibilit… e l'interesse degli allievi, si presentano
a volte anche campioni della stessa origine botanica ma di origine
geografica diversa, in cui le caratteristiche distintive, facilmente
riconoscibili, siano tipiche della zona d'origine.
4. Le
prove di memorizzazione sono alla base degli esercizi di
riconoscimento successivi e forniscono agli allievi un primo esempio
dei riferimenti uniflorali che poi il futuro assaggiatore dovr…
costituirsi con l'esercizio.
3. 5 Prova di memorizzazione
di alcuni difetti comuni nel miele 1.Vengono proposti,
nell'ambito delle prove discriminative (3.9) o in momenti diversi,
prodotti che presentano naturalmente dei difetti (fermentato, cotto,
fumo e altri possibili contaminanti del miele) o in cui siano stati
prodotti ad arte. Questi costituiscono altri riferimenti che
l'assaggiatore deve usare nell'attivit… di valutazione.
3.6
Prova di ritonoscimcnto olfattivo di mieli uniflorali 1.
Alcuni mieli uniflorali vengono presentati come nella prova di
memorizzazione degli odori, il corsista, sulla base dei riferimenti
memorizzati nelle prove precedenti, deve riconoscerli solo
attraverso le caratteristiche olfattive. 2. Si usano in genere
gli stessi campioni usati nelle prove precedenti; a volte si
inseriscono delle ripetizioni, per scoraggiare la tentazione di
indovinare. 3. Le risposte vengono date su schede di lavoro
individuali.
3.7 Prova di riconoscimento olfattivo e
gustativo di mieli uniflorali 1. Alcuni mieli uniflorali
vengono presentati in bicchieri a palloncino e devono essere
riconosciuti sulla base delle caratteristiche olfattive e
gustative. 2. Per scoraggiare i tentativi di riconoscerli sulla
base delle caratteristiche visive e tattili, i campioni vengono
presentati in forma fisica diversa rispetto ai riferimenti (per
esempio liquido, se il riferimento era cristallizzato) o anche
prelevati da lotti diversi, in cui le caratteristiche distintive
della categoria siano comunque a livelli simili rispetto ai
riferimenti. Possono essere inserite delle ripetizioni. 3. Le
prove di riconoscimento servono, nel primo corso, pi— che di
verifica di una memorizzazione che non pu• ancora essersi
stabilizzata, come ulteriore occasione didattica. I corsisti possono
utilizzare i loro appunti e possono cosŤ verificare l'utilit… o meno
delle loro descrizioni. La degustazione in situazione di test
permette loro di apprezzare caratteristiche che non erano state
notate al primo passaggio e migliorare cosŤ la memorizzazione. 4.
Ogni differenza di percezione, dovuta al diverso modo di
presentazione o alle condizioni psicologiche dell'allievo Š
occasione di apprendimento sui meccanismi di analisi
sensoriale. 5. Le risposte vengono date su schede di lavoro
individuali.
3.8 Prova di riconoscimento di mieli
uniflorali in miscela 1. Si tratta ancora una volta di
riconoscere mieli uniflorali, attraverso le caratteristiche
olfattive e gustative, ma su miscele di miele in cui la componente
botanica ricercata costituisce solo una parte del prodotto. 2. Le
miscele sono composte da un miele di base, che viene presentato come
riferimento, e una certa percentuale (piccola o grande, a seconda
della forza aromatica della base e di quella del miele uniflorale)
di un miele uniflorale memorizzato. La prova Š resa difficile
dall'interferenza della base, che pu• mascherare le caratteristiche
qualitative del miele uniflorale da riconoscere. 3. Le risposte
vengono date su schede di lavoro individuali.
3.9 Prove
discriminative 1. Vengono usati alcuni tipi di test
discriminativi, quali quelli descritti dalle norme UNI ISO 4120
Analisi sensoriale Metodologia - Esame triangolare, UNI IS0 5495
Analisi sensoriale - Metodologia - Esame per comparazione a coppie,
UNI ISO 8588 Analisi sensoriale Metodologia - Esame "A" o diverso da
"A". 2. I campioni sono in genere costituiti da miscele in cui
almeno uno dei marcatori e costituito da un miele uniflorale
memorizzato. A volte non ci sono marcatori conosciuti e la prova
serve anche per presentare nuovi riferimenti. 3. I campioni non
possono essere confrontati contemporaneamente, in quanto ogni
campione viene presentato solo dopo che il precedente Š stato
ritirato. Le prove sono costruite in modo da obbligare l'allievo a
discriminare i campioni solo sulla base delle caratteristiche
olfattive e gustative, e non su quelle visive e tattili, di pi—
facile memorizzazione. Le prove, oltre a costituire un esercizio
indispensabile per affinare la sensibilit… sensoriale e la memoria
olfattiva e gustativa, permettono all'allievo dŤ scoprire quanto e
come le percezioni possano essere modificate dalla diversa
presentazione dei campioni e dalle altre pressioni psicologiche.
Inoltre rappresentano un ulteriore occasione per la memorizzazione
di alcuni mieli uniflorali. 4. Le risposte vengono date su schede
di lavoro individuali.
3.10 Prove sulle scale di
valutazione 1. Campioni di miele, di origine nota e non,
vengono valutati dai corsisti utilizzando diverse scale dŤ
valutazione. SŤ tratta della simulazione del lavoro di valutazione
che gli assaggiatori svolgeranno nella pratica professionale vera e
propria. 2. Le risposte vengono date su schede di lavoro
individuali.
3.11 Prova edonistica 1. Viene
proposta almeno una prova edonistica, normalmente sulle
caratteristiche di presentazione di uno stesso lotto di miele, per
illustrare l'importanza di questo tipo di prove per la valutazione
della qualit… globale del miele e come introduzione alla descri
zione di alcuni aspetti teorici e pratici delle tecniche di
lavorazione del miele. 2. Si chiede agli allievi di comportarsi
da consumatori (per quanto tecnici, la maggior parte consuma miele
anche a casa) e di dare il loro parere personale (in forma di
preferenza o valutazione su una scala edonistica).
VISTO:
SI APPROVA IL DIRETTORE GENERALE
(Allegato 2)
Spett.le
Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele
Ufficio Centrale
Istituto Nazionale di Apicoltura
via di Saliceto 80
40128 Bologna
Domanda di iscrizione
Il sottoscritto:
Cognome:...........................................Nome:.................................
Nato a:........................................................Il:.......................
Residente in:..................................................Prov.....................
via:...................................................N.:.,..,.......,..,... CAP:.......
Codice fiscale
Telefono...........................................Fax:..................................
Titolo di studio:........................................................................
richiede l'iscrizione all'Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele.
A tal fine dichiara:
di avere le seguenti esperienze professionali nel campo dell'apicoltura (o in ambiti professionali
collegati) e della degustazione del miele:...............................................
di aver seguito il Corso di Introduzione all'Analisi Sensoriale del Miele (corso di I livello)
in data......................presso......................................................
di aver seguito il Corso di Perfezionamento in Analisi Sensoriale del miele (corso di II livello>
in data......................presso......................................................
e di ritenere di avere una maggiore conoscenza dei seguenti tipi di miele.................
Dichiara inoltre di aver preso visione del Disciplinare e delle Norme Tecniche e di conoscere
gli obblighi che derivano dall'iscrizione all'Albo.
In fede
Data:..............................Firma:................................................
Dichiarazione dell'ufficio Centrale
Si attesta che...........................................................................
ha superato le prove di ammissione all'Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del
Miele.
Data:..............................Per l'ufficio Centrale:...............................
Delibera di ammissione
Data...............................Per il Comitato di Gestione...........................
------------------------ (Allegato E) DISCIPLINARE DELL'ALBO NAZIONALE DEGLI ESPERTI IN
MELISSOPALINOLOGIA
(Istituito con D.M. n. 21547 del 28
maggio 1999)
Art. 1 1. A norma dell'art.14 del
Disciplinare deIl'Albo Nazionale Allevatori Api Regine, l'istituto
Nazionale di Apicoltora istituisce l'Albo Nazionale degli Esperti in
Melissopalinologia, regolato dal presente
Disciplinare.
CAPITOLO I ORGANIZZAZIONE
DELL'ALBO
Art. 2 1. L'albo Nazionale degli Esperti in
Melissopalinologia rappresenta lo strumento per assicurare la
validit… delle valutazioni sull'origine geografica e botanica del
miele, della gelatina reale e degli altri prodotti a base di
polline, nonch‚ dei pareri qualitativi, emessi attraverso le analisi
microscopiche (melissopalinologiche). L'albo garantisce una base
professionale adeguata e uniforme degli iscritti e la loro
qualificazione ad eseguire dette analisi e ad interpretarne i
risultati anche alla luce di altre determinazioni
analitiche.
Art. 3 1. Allo svolgimento e al
coordinamento delle attivit… dell'Albo si provvede con: a) il
Comitato di Gestione; b) l'Ufficio Centrale.
Art.
4 1. Il Comitato di Gestione svolge i seguenti compiti: a)
definisce gli indirizzi, determina i criteri e propone iniziative
per:
- 1) messa a punto e armonizzazione dei metodi
per l'esecuzione delle analisi melissopalinologiche, per
l'interpretazione e l'espressione dei risultati,
- 2) attivit… di formazione attraverso
l'organizzazione di specifici corsi;
- 3) attivit… di aggiornamento per gli iscritti
all'Albo, attraverso la promozione e l'organizzazione di incontri,
corsi, seminari, stages, convegni, etc.;
- 4) svolgimento e/o coordinamento di progetti
di ricerca finalizzati, in relazione a specifiche esigenze
emergenti a livello nazionale o comunitario (valorizzazione della
qualit…, configurazione di marchi e indicazioni geografiche
protette, etc.);
b) definisce
le modalit… di ammissione all'Albo e i criteri per il mantenimento
dell'istizione; c) delibera l'ammissione all'Albo; d) delibera
i provvedimenti disciplinari e la sospensione dell'iscrizione
all'Albo; e) propone eventuali modifiche al presente Disciplinare
e alle Norme Tecniche.
2. Del Comitato di Gestione fanno
parte:
- un funzionario tecnico del Ministero per le
Politiche Agricole, dallo stesso nominato, incaricato di vigilare,
con carattere di continuit…, sugli adempimenti previsti dal presente
Disciplinare; - il Presidente dell'istituto Nazionale di
Apicoltura o un suo delegato; - 2 tecnici qualificati, esperti in
analisi del miele e/o in analisi melissopalinologica, nominati dal
Ministero per le Politiche Agricole, scelti tra una rosa di
nominativi proposti dall'istituto Nazionale di Apicoltura; - un
rappresentante dell'istituto Sperimentale di Zoologia Agraria,
nominato dal Ministero per le Politiche Agricole; - 2
rappresentanti degli iscritti all'Albo nominati dall'istituto
Nazionale di Apicoltura. 3. Il
Comitato nomina nel suo seno un Presidente e un Vice
Presidente. 4. Le funzioni di Segretario sono svolte dal
Direttore dell'istituto Nazionale di Apicoltura o da un suo
delegato. 5. Di ogni adunanza Š redatto un apposito verbale che
verr… firmato dal Presidente e dal Segretario. 6. Il Comitato Š
da considerarsi validamente costituito qualora siano state espresse
le designazioni di almeno met… dei suoi componenti 7. Le riunioni
del Comitato sono valide con la presenza di almeno la met… dei suoi
componenti e alle riunioni del comitato possono essere invitati di
volta in volta a partecipare, a titolo consultivo, esperti del
settore, scelti dal Presidente, in relazione agli argomenti
all'ordine del giorno. 8. Le deliberazioni sono prese a
maggioranza assoluta dei voti dei presenti. In caso di parit…,
prevale il voto del Presidente. 9. Il Comitato dura in carica tre
anni e i suoi componenti possono essere confermati. 1O. In
assenza del Presidente assume la presidenza il vice-Presidente. La
convocazione nella prima seduta del comitato neonominato Š fatta dal
Presidente dell'istituto Nazionale di Apicoltura. 11. La
convocazione del Comitato Š fatta almeno quindici giorni prima della
data della riunione.
Art. 5 1. L'ufficio Centrale Š
l'insieme organizzato di personale, strutture ed attrezzature che
provvede a: a) espletare i compiti relativi al funzionamento
dell'Albo; b) istruire le domande dei richiedenti; c)
mantenere documentazione aggiornata delle attivit… professionali
degli iscritti al fine della veritica dell'operato; d) valutare
le iniziative finalizzate alla formazione e all'aggiornamento degli
esperti in melissopalinologia, sulla base degli indirizzi dettati
dal Comitato di Gestione e della documentazione presentata, al fine
di accertarne la validit…. 2. Specifici incarichi di carattere
tecnico possono essere delegati ad esperti nominati dall'ufficio
Centrale. 3. Responsabile dell'attivit… dell'Ufficio Centrale,
dell'applicazione del presente Disciplinare, delle Norme Tecniche e
dell'attuazione delle delibere del Comitato di Gestione Š il
Direttore dell'istituto Nazionale di Apicoltura.
CAPITOLO
II AMMISSIONE ALL'ALBO E OBBLIGHI DEGLI ISCRITTI
Art.
6 1. L'adesione all'Albo Nazionale degli Esperti in
Melissopalinologia Š volontaria. Possono essere ammessi all'Albo le
persone che: a) siano in possesso del diploma di laurea in
discipline tecnico-scientifiche; b) abbiano svolto analisi
melissopalinologiche per almeno 2 anni come parte principale o
comunque rilevante della propria attivit…, il richiedente dovr…
produrre adeguata documentazione rilasciata dall'Ente pubblico o
privato presso il quale o per conto del quale l'attivit… Š stata
svolta; c) abbiano superato le specifiche prove di ammissione
definite nelle Norme Tecniche (Allegato 1) 2. La domanda di
ammissione all'Albo deve essere presentata in duplice copia
all'Ufficio Centrale conformemente al modello allegato al presente
Disciplinare (allegato 2). 3. La domanda deve essere corredata da
una dichiarazione rilasciata dall'Ufficio Centrale, relativa al
superamento delle prove di ammissione di cui al precedente punto
c).
Art. 7 1. Gli esperti in melissopalinologia
risultano iscritti con il loro nome, cognome, data e luogo di
nascita, indirizzo, recapito telefonico, anno d'iscrizione all'Albo,
eventuale settore di specializzazione. 2. Gli esperti in
melissopalinologia iscritti all'Albo sono tenuti ad osservare le
Norme Tecniche allegate al presente Disciplinare, nonch‚ ogni
eventuale ulteriore disposizione del Comitato di Gestione. 3. Il
mantenimento dell'iscrizione Š subordinato alla partecipazione ad
attivit… di aggiornamento, secondo i criteri stabiliti dal Comitato
di Gestione.
Art. 8 1. La qualifica di esperto in
melissopalinologia iscritto all'Albo si perde per dimissioni o
sospensione. 2. In caso di violazione della deontologia
professionale (indegnit…, manifesta indifferenza nei riguardi del
proprio ruolo, trascuratezza nell'adempimento dei doveri
professionali, violazione delle norme indicate nelle Norme tecniche
allegate, o qualunque altra azione che leda la dignit… e il
prestigio del singolo o della categoria) l'iscritto sar… sottoposto
a giudizio disciplinare da parte del Comitato di Gestione che
stabilir… i provvedimenti da applicare (ammonizione o
sospensione).
CAPITOLO III FINANZIAMENTO DELL'ALBO -
DISPOSIZIONI GENERALI Art. 9 1. Al finanziamento dell'Albo
si provvede con: a) contributi statali in applicazione di leggi
in materia di valorizzazione delle produzioni agricole e zootecniche
secondo le determinazioni del Ministero per le Politiche
Agricole; b) contributi in applicazione di leggi di carattere
regionale in materia di valorizzazione delle produzioni agricole e
zootecniche; c) contributi delle associazioni apistiche a
carattere nazionale; d) quote di iscrizione; e) eventuali
altri proventi.
Art. 10 1. Le modifiche al presente
Disciplinare e alle Norme Tecniche d'iniziativa del Ministero per le
Politiche agricole o proposte dall'istituto Nazionale di Apicoltura
o dal Comitato di Gestione, entrano in vigore dalla data del
relativo decreto di approvazione.
CAPITOLO IV NORME
TRANSITORIE Art. 11 1. In sede di prima applicazione
possono chiedere l'iscrizione all'Albo coloro che risultano iscritti
nell'elenco provvisorio dei melissopalinologi tenuto dall'Istituto
Nazionale di Apicoltura. 2. L'accettazione delle richieste Š
subordinato al parere favorevole espresso dal Comitato di Gestione
che pu• effettuare verifiche di idoneit….
VISTO: SI
APPROVA IL DIRETTORE
GENERALE -----------------
(Allegato 1) NORME TECNICHE DELL'ALBO NAZIONALE DEGLI ESPERTI IN
MELISSOPALINOLOGIA
Art.1 Metodologia dell'analisi
melissopalinologica 1.1 Definizione e campo di
applicazione 1. L'analisi melissopalinologica del miele
permette essenzialmente di ricavare informazioni riguardo
a: l'origine geografica del miele; l'origine botanica del
miele.
2. Inoltre permette di ricavare informazioni riguardo
al sistema di produzione e di smelatura, a una eventuale
contaminazione del miele con covata, polveri, fuliggine ecc., di
valutare il contenuto in lieviti, relazionato con la fermentazione,
di evidenziare eventuali altri elementi microscopici di norma non
contenuti nel miele.
3. L'analisi pollinica finalizzata alla
definizione dell'origine geografica si applica a tutti i mieli in
cui i pollini non siano stati eliminati per filtrazione, La
determinazione dell'origine botanica Š possibile nei mieli in cui la
sorgente di nettare o di melata contenga elementi microscopici
tipici e in cui il contenuto primario di sedimento non sia stato
alte rato per aggiunta secondaria (per esempio durante l'estrazione)
o rimozione.
1.2 Requisiti del personale
analista 1. L'esperto in melissopalinologia ha una formazione
generale di tipo naturalistico e una competenza specifica in
botanica, palinologia e apicoltura. Possiede un'esperienza
professionale specialistica nel riconoscimento delle forme
polliniche presenti nel miele e nell'interpretazione degli spettri
pollinici del miele.
1.3 Principio e reazioni 1. Le
particelle microscopiche, che rappresentano tutti gli elementi
figurati del miele, sono concentrate e recuperate per
centrifugazione di una soluzione di miele. Il sedimento ottenuto
viene incluso tra due vetrini per microscopia e analizzato al
microscopio ottico. La metodica si basa sul riconoscimento e sul
conteggio degli elementi figurati presenti. Tali elementi sono
rappresentati innanzitutto da granuli pollinici, che derivano
fondamentalmente dai fiori visitati dalle api per la raccolta del
nettare: il nettare dei fiori contiene sempre una certa quantit… di
polline che rimane nel miele che ne deriva (inquinamento primario).
Oltre al polline possono essere presenti nel sedimento del miele
spore e ife di funghi, alghe verdi microscopiche trattenuti dalla
viscosit… delle gocce di melata deposte sulle foglie e sui rametti
delle piante e raccolti dalle api insieme alla melata. Oltre a
questi elementi, marcatori dell'origine botanica, nel miele se ne
ritrovano altri, che giungono nel prodotto durante la sua
elaborazione all'interno dell'alveare (inquinamento secondario) o
durante l'estrazione (inquinamento terziario).
2. L'analisi
melissopalinologica consiste di due procedure, una qualitativa e una
quantitativa.
Analisi melissopalinologica
qualitativa - Gli elementi microscopici sono concentrati
mediante centrifugazione e il sedimento analizzato al microscopio
per l'identificazione e conta dei tipi pollinici e gli altri
elementi figurati. Si ottiene in questo modo uno "spettro bruto" che
necessita di una interpretazione specifica da parte di un tecnico
esperto (melis sopalinologo) per ricavarne le informazioni
ricercate. Analisi melissopalinologica quantitativa -Comprende
due procedure: - determinazione della quantit… di sedimento nel
miele - Fornisce informazioni sul metodo di estrazione del miele
(pressatura, centrifugazione, ecc.) e sull'eventuale presenza di
particelle estranee; - determinazione numero assoluto di elementi
figurati vegetali (per unit… di peso di miele) Consente una pi—
corretta interpretazione dei risultati dell'analisi qualitativa, in
particolare per mieli con polline iper e
iporappresentato.
Art. 2 Modalit… di iscrizione
all'Albo 1. La qualifica di Esperto in Melissopalinologia
implica l'iscrizione all'Albo. Per l'i scrizione i candidati devono
superare un esame teorico e un esame pratico. 2. La commissione
esaminatrice viene nominata dal Comitato di Gestione ed Š composta
da tre esperti e dal Segretario del Comitato stesso. 3. La
Commissione esaminatrice, con proprio giudizio insindacabile,
stabilira l'idoneit… del candidato ad essere iscritto
all'Albo. 4. L'esame teorico per l'iscrizione all'Albo verter…
sui seguenti argomenti:
a) elementi di palinologia; b) metodi,
finalit… e interpretazione dell'analisi melissopalinologica; c)
legislazione nazionale e internazionale sul miele; d) flora
apistica; e) composizione e caratteristiche del miele; f)
caratteristiche microscopiche, organolettiche e chimico fisiche dei
mieli uniflorali; g) metodi di studio per l'istituzione di marchi
di origine; h) nozioni sui principali paesi produttori di miele e
sulle caratteristiche delle relative produzioni; i) altri
prodotti apistici: caratteristiche e metodi di analisi.
5. L'esame pratico vertera sul
riconoscimento di tipi pollinici e sui criteri di valutazione del
miele. Saranno sottoposti al candidato alcuni campioni di miele, i
relativi preparati microscopici sui quali effettuare l'esame
melissopalinologico quali-quantitativo, ed eventuali dati analitici
sulla cui base dovr… essere formulato un giudizio completo. La prova
comprender… il riconoscimento di alcuni mieli multiflorali e
uniflorali di produzione italiana, la determinazione dell'origine
geografica di mieli stranieri e prove di valutazione
qualitativa.
Art. 3 Formazione e
aggiornamento 1. Per la formazione di nuovi melissopalinologi
possono essere previsti corsi organizzati dall'Ufficio Centrale
dell'Albo o da enti diversi; comunque riconosciuti e approvati
dall'Ufficio Centrale.
2. Ugualmente le iniziative di
aggiornamento, destinate agli esperti gi… iscritti all'Albo, possono
essere organizzate dall'Ufficio Centrale o da enti diversi, previa
valutazione e riconoscimento da parte dell'ufficio Centrale. La
partecipazione a queste iniziative Š condizione necessaria al
mantenimento della condizione di iscritto.
3. I corsi di
formazione per nuovi melissopalinologi hanno una durata complessiva
di 6 settimane, e sono articolati in 5 stages, da svolgersi nel
corso di un anno secondo il seguente schema: A) PARTE
GENERALE Comprende uno stage della durata di due settimane
che si svolger… presso l'istituto Nazionale di Apicoltura con il
seguente programma: 1) Corso teorico:
- note di palinologia e di botanica
apistica; - metodi, finalit… e interpretazione dell'analisi
melissopalinologica; - legislazione. 2) Corso pratico:
- preparazione dei campioni di polline e
miele; - riconoscimento dei principali tipi pollinici dei mieli
italiani - analisi pollinica degli altri prodotti
dell'alveare. 8) PARTE
SPECIALE Consiste in 4 stages della durata di una settimana
ciascuno da svolgersi presso 4 Istituti di Ricerca per
l'approfondimento dei seguenti temi:
- studio della flora apistica; - analisi
melissopalinologica dei mieli italiani; - analisi
melissopalinologica dei mieli stranieri; - altre analisi per la
valutazione del miele (analisi organolettiche e chimico
fisiche).
4. Ad ogni corso
possono iscriversi previo colloquio di ammissione non pi— di 8
partecipanti.
5. Alla fine dei corsi viene rilasciato un
attestato di frequenza che ha valore equivalente a un anno di
attivit… nel campo dell'analisi
melissopalinologica.
VISTO: SI APPROVA IL DIRETTORE
GENERALE
----------------
(Allegato 2)
Spett.le
Albo degli Esperti in melissopalinologia
Ufficio Centrale
Istituto Nazionale di Apicoltura
via di Saliceto 80
40128 Bologna
Domanda di iscrizione
Il sottoscritto:
Cognome:............................................Nome..............................
Nato a:.........................................................il:.....................
Residente in:..................................................Prov.:..................
via:.....................................................N...........CAP:..............
Codice fiscale:........................................................................
Telefono............................................Fax:...............................
richiede l'iscrizione all'Albo Nazionale degli Esperti in Melissopalinologia.
A tal fine dichiara:
di aver conseguito il diploma di laurea in:............................................
presso:......................................................in data:..................
di avere le seguenti esperienze professionali nel campo dell'analisi melissopalinologica
allegare
attestazioni da parte degli enti presso i quali o per conto dei quali Š stata svolta
l'attivit… indicata:
Ente Periodo Tipo attivit… Allegato
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Dichiara inoltre di aver preso visione del Disciplinare e delle Norme Tecniche e di conoscere
gli obblighi che derivano dall'iscrizione all'Albo.
In fede.
Data:..............................Firma:..............................................
Dichiarazione dell'ufficio Centrale
Si attesta che.........................................................................
ha superato le prove di ammissione all'Albo Nazionale degli Esperti in Melissopalinologia.
Data:..............................Per l'Ufficio Centrale:.............................
Delibera di ammissione
Data:..............................Per il Comitato di Gestione.........................
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