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Vediamo adesso in dettaglio la
preparazione della soluzione contenente timolo e delle
tavolette: a) La preparazione, della soluzione, avviene
sciogliendo 1000 gr. di timolo in 1000 cc d’alcool etilico si agita
fino a, quando si è avuta la completa dissoluzione dei cristalli e
la soluzione diventa limpida, cosi mescolata aumenterà di volume di
circa il 100%; b) Si rifilano dal blocco d’eden, senza fare
sfrido, 150 tavolette delle seguenti dimensioni, cm 3.3 x cm 7.5 x cm
0.5. S’impregnano le tavolette,
versando su ognuna con una siringa 8 cc di soluzione preparata. Le tavolette una volta che sono state
preparate per evitarne l'evaporazione, sono conservate in
contenitori di plastica ermeticamente chiusi, ottimi si sono
dimostrati i contenitori di plastica dei gelati di circa un kg., in
un ambiente fresco e buio. Si consiglia durante la preparazione e
l’impregnazione della soluzione di timolo sulle tavolette, di
operare in un locale ben ventilato, o in un luogo aperto, perché
l’odore persistente del timolo si fissa sugli indumenti e sulla
pelle anche dopo ripetuti lavaggi. In ogni
alveare si sistemano due tavolette ognuna spezzata in due parti, nei
quattro angoli e si sostituiscono ogni sette giorni per tre volte se
la temperatura esterna oscilla tra i 18 – 20° e ogni quattro giorni
per quattro volte se la temperatura oscilla tra i 25 – 30°. Il
trattamento deve durare minimo 15 giorni, in modo che si riesce a
coprire l’intera metamorfosi dei fuchi nelle celle di covata
opercolata che è di 14,5 giorni, ogni trattamento corrisponde a 8 gr
di timolo per
alveare.
Valutazione dell'efficacia.
Sono state realizzate delle prove per valutare il grado d’efficacia delle tavolette imbevute di timolo in forma artigianale in un apiario, sito in Nocera Superiore (SA) Località Materdomini, provvisto di famiglie di forza normale situate in arnie da nomadismo con fondo a rete. Le prove sono state fatte nel mese d’agosto 2004, su cinque alveari campioni e su cinque alveari di prova, subito dopo aver tolto i melari. Prima dei trattamenti, negli alveari di prova trattati con le tavolette impregnate di timolo e negli alveari campioni trattati con acido ossalico, sono stati inseriti nei cassettini dei fogli diagnostici spalmati con grasso di vaselina. Ad ogni trattamento con timolo e acido ossalico, con cadenza settimanale sono state contate le varroe cadute sui fogli diagnostici. Infine, sugli alveari di prova e su quelli campioni, sono stati fatti dei trattamenti di controllo con il principio attivo coumaphos contenuto nel Perizin. La percentuale di caduta della
varroa negli alveari campioni è stata del 93%, mentre negli alveari
testimoni è stata del 95%, nel nostro caso può considerarsi buona.
L’efficacia, espressa in
percentuale, negli alveari di
prova è stata calcolata con la seguente formula (AT/(AT+AP)) x 100 =
percentuale di varroe cadute, dove, AT = acari caduti in seguito al
trattamento con le tavolette impregnate di timolo, AP = acari caduti in
seguito al trattamento di un prodotto testato (perizin ). L’efficacia, espressa in percentuale, negli alveari campioni è stata calcolata con la seguente formula (AO/(AO+AP)) x 100 = percentuale di varroe cadute, dove, AO = acari caduti in seguito al trattamento con acido ossalico AP = acari caduti in seguito al trattamento di un prodotto testato ( perizin ). L’efficacia, come ogni tipo di
trattamento con altri prodotti autorizzati e non, dipende sempre dalle
condizioni interne ed esterne all’alveare. Per un continuo monitoraggio della
varroa destructor, si può far riferimento al varroagramma pubblicato sul
sito. http://www.aaab.it/angris.htm
Esperienze in campo Il ridotto spessore della tavoletta, di circa
Conclusioni
Questo prodotto realizzato
in forma artigianale, dato che ha risposto bene al confronto con un altro
prodotto autorizzato, si consiglia a tutti gli apicoltori, che preparano
soluzioni artigianali con principi attivi non autorizzati per il
trattamento delle api e dotati d’elevata tossicità per l’operatore
apistico.
Apisticamente Angrisani ing. Pasquale |